Della scuola non è mai importato a nessuno, neppure alla "scuola" intesa come docenti-dirigenti di ruolo, precari, sindacalisti, funzionari emersi dalle scuole per essere indirizzati in uffici provveditorali e ministeriali. Del resto, chi può amare quella merda che è la scuola Italiana?
Non forma, non educa, non trasmette saperi e conoscenze, non fa nulla di interessante, a parte massificare e livellare espogliando i giovani di ogni ricchezza interiore tarandone irrimediabilmente frontiere e prospettive, inculcando le logiche del successo surrettizio e quelle del mercato come consolazione.
La scuola è solo un posatoio per i figli piccoli e adolescenti che, altrimenti, i genitori accaniti in una vita straniata e assurdamente devota a un lavoro che li tiene fuori casa dalle sette di mattina alle otto di sera, non avrebbero la possibilità né di lavorare né di evitare che i propri figli si creino le proprie strade da sé, oltre la scuola, fuori della scuola. Ci sono ghetti pieni di tossici, criminali, spacciatori e prostitute, più sani di certe scuole.
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