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Ditesti

lunedì 22 febbraio 2021

Lo sforzo e il sacrificio

 Ma com'è strano, che più aspettiamo e meno vaccini abbiamo.

Certo, non è facile farli da soli, quando con la Cina non siamo più amici e neppure con la Russa; l'America del resto ha i fattacci suoi a cui pensare, prima ancora di mettere da parte lo slogan "l'America Prima".

Comunque è molto strano: in un anno intero sono si sono erti e fioriti decine di tecnocrati eroici, luminosi e severi nelle analisi, infaticabili nelle corsie. La scienza vince sulla casualità distruttiva della natura, la distrugge e la rende sequenza matematica proteica, ma alla prova dei fatti, l'uomo normale, fallisce nell'applicare la scienza e quindi nel godere dei suoi vantaggi.

Poi arriva Lord Dragons, e si mette la cappa bisunta e logora del Capitan Ovvio proponendo, dopo un anno di rimuginazioni ruminanti di non sappiamo più quanti cervelli, di produrre vaccini in loco, ove possibile. Non è possibile?

Certo, non si mette in piedi una fabbrica in due giorni, ma in due mesi almeno un capannone lo ripuliamo e le macchine adatte le troviamo.

Ma come mai di fronte a tanto potere medico e tecnocratico, falliamo nell'istruire nuovi tecnici chimici e sanitari e a metterli all'opera? Non li vogliamo? Non possiamo? Non riusciamo a... pagarli, formarli, dotarli, metterli in campo?

Forse è proprio così, o peggio ancora, se lo scienziato pensa bene, il politico pensa malissimo e agisce peggio ancora. Ormai siamo decisamente, chi prostrato, chi accomodato, sulla condotta del sacrificio: dobbiamo rinunciare a tutto, al piacere, alle possibilità, al reddito, al lavoro, a un bel po' d'altre cose, per starsene confinati in casa a impazzire più di quanto s'impazziva prima gettandosi per le strade e nelle calche della società dei consumi dalle sei di mattina alle tre di notte e ventiquattro-sette. 

E pensare che, fosse stata una guerra vera, quella coi morti sul campo, allora tutti avrebbero chiamato anche il manovale disadattato allo sforzo bellico, perché a decidere chi muore e quando, è un'opzione sublime per chi è al comando.


(n.b. questa è una lirica)

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