- · - - · - - · - - · - - · - - · - - · - - · - - · - - · - - · - - · - - · - - · - - · - - · - - · - - · - - · - - · - - · - - · - - · - - · - - · - - · - - · - - · - - · - - · - - · - - · - - · - - · - - · - - · - - · - - · - - · - - · -

eadv

Ceramiche Rinascita del Dott. Patrizio Agostinelli: click to see

Ceramiche Rinascita del Dott. Patrizio Agostinelli: click to see
Ceramiche Rinascita click for the Ceramics

Ditesti

sabato 16 gennaio 2021

Puoi fondare la tua vita sulla morte?

 Si può fondare una vita sulla sua morte?

Un momento: è considerato di solito maleducazione rispondere a questa domanda senza fornire una spiegazione.

La vita non ha un fondamento: i nichilisti ci hanno fatto capire questo. Molti anni fa un sociologo francese di nome Roger Caillois, che non era un nichilista, scrisse un libro in cui, tra altre cose, analizzò il caso della nascita. Si nasce "per caso", come in una universale lotteria dell'essere: si nasce uomo o donna, figli di re o di senzatetto, in Asia, in Africa, in Europa per puro caso, e diventiamo quello che diventiamo, in relazione a questo caso originale, ma non è tutto determinato da queste nostre identità. Infatti noi ci accorgiamo di esistere, in pratica all'improvviso, ci rendiamo conto di essere in un certo punto della nostra vita, e tutte le nostre identità che il caso ci ha appioppato, non servono a niente, sono nulla: ci rendiamo conto di esistere così come siamo, così come avviene quando ci rendiamo conto di esistere. Perciò la nostra vita viene dal nulla.

All'autocoscienza, all'Io che pensa se stesso, delle sue identità determinate concretamente non gliene frega nulla. Quando ci si pensa vivere, quando l'Io si pensa vivere, non considera minimamente il conto in banca, il modello di auto, la casa in cui si abita, i problemi di lavoro, l'aspetto esteriore; quando si pensa alla vita piuttosto si pensa a cose molto diverse: alla felicità per esempio, all'interiorità, a quello che si "sente" mentre si vive e cose del genere. Tutte le identità determinate, sono l'effettivo relativo di cose che hanno una natura assolutamente diversa e distante da quello che interessa alla vita e ci interessa della vita.

Abbiate capito o meno questa cosa, non ha alcuna importanza, perché seppure non vi è chiaro in mente, quando l'Io si pensa vivere, pensa all'essere nel nulla da cui proviene.

La vita è già fondata sul nulla, ossia sulla morte così com'è. Quindi la domanda corretta è: si può abbracciare il nulla nella nostra vita? Si può vivere abbandonandosi a esso?

Certo che sì, mi vengono in mente quattro esempi assolutamente concreti che vi illustrerò prossimamente uno per uno.

Nessun commento: