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sabato 7 aprile 2012
Vivo in un comune che è sotto elezioni comunali. Il territorio supera di un pelo e poco più i quindicimila abitanti ma non è sufficiente a elevare la sua condizione al di sopra della soglia minima poiché, pur avendolo rivoltato per anni e anni da tutte le parti, questo comune non ha nulla che "tira", non c'è un vero settore d'interesse sul quale la politica e l'impresa possano puntare per fare qualcosa.
Questo dato è certificato persino dal fatto che l'attuale sindaco uscente si ricandida presentandosi come degno di rielezione proprio perché non ha fatto niente di importante - e così non ha fatto neanche nulla di sbagliato.
E' un comune piccolo, vita pacifica e tranquilla, i picchi di querelle si raggiungono per stronzate come i parcheggi per i residenti in centro, le piccole lotte intestine per una scuola di musica, l'appropiatezza o meno di un lampione in ferro battuto per stile concordante con il decoro architettonico delle zone museali di pregio. Cazzate spinte a forza a diventare cose importanti perché non c'è proprio altro da dire.
Si potrebbe sperare che gli amministratori di qui, possano spendere le proprie energie in un impegno civico destinato a una gestione tranquilla e accurata, una cosa per la quale basterebbe il "giusto ma ben fatto, con sobrietà e tanta serietà" anche perché è talmente "misera" la situazione, c'è così poco da su cui mettere le mani che per quanto riguarda la dimensione stretta e ristretta del comune in questione, con questa politica si arriva al limite a rastrellare gettoni di presenza sparsi che proprio a volerli investire in qualche modo, ci potrebbero uscire un paio di scarpe.
Eppure non è così. Eppure, di fronte a un panorama nazionale sempre che rovina giù per il burrone di una devastazione completa, virulenta come una febbre tifoidea, c'è in atto una campagna elettorale che ha gli aspetti di un'ipertrofia coreografica e spendacciona completamente fuori scala.
Non basta pensare alla stretta di cinghia che tutti gli italiani stanno subendo: i candidati, anche quelli al più puerile posto di consiglierucolo comunale stanno spendendo più soldi di quanti una famiglia impiega per arrivare alla fine del mese. E per cosa?
Non basta dirgli che questa sciarada rampantista, che ha radici nel socialismo craxiano e le viscere nel berlusconismo ancora non spento, è ciò che ha decretato il disfacimento del Paese, il degradamento della classe dirigente in casta con oscuri meccanismi da cosca.
Fate proprio schifo, tutti. E questo viene detto tratto fuori dal cerchio di fuoco della retorica antipolitica. Perché non è questione di partiti o di meccanismi politici e neanche di ritorni economici. E' proprio umana imbecillità degenerante che non si riesce a placare.
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