Quindi oggi gli iscritti del MoVimento stanno votando sì al governo "tutti dentro" perché promette di creare un ministero nel quale, nei prossimi mesi, il ministro e i suoi sottosegretari, senza alcun portafoglio, immagineranno vaghi quello che potrebbe pur fare, ammesso ma non concesso, per la prossima fase di post-pandemia, riguardo alle tematiche green, in vista di future sorti e progressive, di transizione ecologica in quanto di svolta economica; come se, per puro e fortuito caso, non c'erano già state tutta una serie di votazioni al Parlamento europeo, in tempi in cui non si temeva alcun danno biologico su scala mondiale, con la presidente Ursula eletta a capo della commissione proprio per guidare questi processi di trasformazione smart dell'economia europea.
A parte chiedermi se sono scemo solo io; a parte che dovrei essere abituato da tempo al fatto che in Italia i governi cambiano per scelte dall'alto (e continuano a chiamarla lo stesso "democrazia parlamentare"), io aspetto ancora un programma vero da parte di Draghi, una presa di posizione, una ragione che giustifichi il suo stare lì, così come in democrazia dovrebbe essere, e non come il prostrarsi di fronte a un messianico salvatore della patria.
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